PROGRAMMA
 

23 LUGLIO 2002
ore 21:30 Chiostro SS. Trinità
Ingresso 6 Euro

ROY HARGROVE QUINTET 

Roy Hargrove - trumpet

Ronnie Mathews  - piano

Dwayne Burno - bass

Willie Jones III - drums

Justin Robinson - alto sax


 

Biografia

http://www.colononline.com/royhargrove/roybio.html

28 LUGLIO 2002
ore 21:30 Chiostro SS. Trinità
Ingresso 5 Euro

 

DADO MORONI TRIO guest FRANCO AMBROSETTI

Dado Moroni - Piano

Franco Ambrosetti - Flicorno

Dario Deidda - Contrabasso

Lorenzo Tucci - Batteria

 

Dado Moroni, nato a Genova il 20 ottobre 1962 è il pianista jazz italiano più richiesto in Europa e in America. Può vantare collaborazioni artistiche con il più elevato numero di musicisti americani ed europei.Con questi musicisti effettua importanti tourneé in Europa, Stati Uniti, Canada, Medio ed Estremo Oriente e in vari paesi africani.Tra i nomi più importanti: Dizzy Gilliespie, Tom Harrell Quintet, Oliver Jackson, Ray Brown, Clark Terry, Wynton Marsalis, Freddy Hubbard, Woody Shaw, Chet Baker, Franco Ambrosetti, Johnny Griffin, James Moody, Sal Nistico, Zoot Sims, Slide Hampton, Jimmy Woode, Ray Brown, Ron Carter, Buster Williams, Kenny Clarke, Billy Higgins, Bill Cobham, Ben Riley.
Nel mese di novembre del 1987 è stato chiamato, unico europep, insieme ai pianisti Hank Jones, Barry Harris e Roland Hanna, a far parte della giuria del premio internazionale pianistico Thelonius Monk, svoltosi a Washington Nel 1995 ha partecipato per l'etichetta discografica americana Concorde ad una tourneé in Giappone per concerti tenuti nelle principali città. Nel campo discografico ha inciso oltre 50 cd per le più importanti etichette discografiche.

FRANCO AMBROSETTI, Born December 10, 1941 in Lugano, Switzerland. Basic musical studies in Lugano (classical piano for more than 8 years). Started his musical career in 1961 when at the age of 20 he made his first public appearance. Made his American debut in 1967 as a member of his father's group (Flavio Ambrosetti, a leading alto saxophone player of the 50's and 60's), performing at the Monterey Jazz Festival.

Franco has since participated in most major festivals throughout the world (such as Montreux, Berlin, Warsaw, S.Remo, Chicago, Pori, London, etc.). In 1966, he won a first prize at the International Jazz Competition held in Vienna. In 1980 and 1982 he received the Special Award from the Montreux Festival for his albums Close Encounter and Heart Bop, and in 1985 RAI (Italian State Broadcasting Company) voted him "Best European Jazz Musician".

From 1963 to 1970 Franco played with his father's quintet (including pianist George Gruntz and drummer Daniel Humair). The group continues its activity today mainly as a quartet with Franco as the band leader. In his longtime cooperation with George Gruntz, Franco has learned to compose in a creative way. Some successful compositions of his are "Pistrophallopus", "Epitaph For A Friend", "Gin And Pentatonic", and "Transfiguration". Recently Franco composed the music score for the movie "Die Reise", directed by Markus Imhof (a German/Swiss production).

In 1972, together with his father Flavio, George Gruntz and Daniel Humair, Franco formed an all-star big band, called THE BAND, later known as the George Gruntz Concert Jazz Band with which he performs regularly.

Today Franco Ambrosetti is active as a free-lance soloist mainly in Europe and sometimes in the U.S. He has worked or recorded with various groups/artists such as Phil Woods' European Rhythm Machine, Dexter Gordon's quartet, the Cannonball Adderley Sextet, Joe Henderson, Michael Brecker, John Scofield - when he is not pursuing his "day gig" as a top industrialist managing his own company in Lugano.

Says Franco: "After a couple of days of intense industrial management I look for a jazz gig. But then again I miss very soon the tension which the business offers. When I play music my head is clear of commercial worries - it is great to be able to choose sidemen and venues to work. I have never done one day of boring studio work. Basically, I try to keep the creativity in both my different worlds on a constantly high level".

 

2 AGOSTO 2002
ore 21:30 Chiostro SS. Trinità
INGRESSO GRATUITO

TANIA MARIA - The Viva Brazil Quartet

TANIA MARIA - voce, piano, synthesizer

LUIS AUGUSTO CAVANI - batteria

CARNEIRO - percussioni

MARC BERTAUX - basso

 

TANIA MARIA Pianista, cantante, compositrice, arrangiatrice “Penso che la musica, più di ogni altra cosa è una scelta. Penso che sia una missione: io ho scelto la musica e la musica ha scelto me, per diffonderla ovunque.” Tania Maria è internazionalmente nota per la sua frizzante vocalità ed il suo virtuosismo al pianoforte. Nel fondere il jazz con la musica popolare brasiliana, Tania ha creato un’eclettica combinazione che è più eccitante del puro jazz, trovando un suono unico capace di colpire e affascinare le platee più eterogenee di tutto il mondo. Negli ultimi anni, la sua popolarità è così cresciuta da farle meritare il titolo di ‘diva’. Nonostante parli perfettamente diverse lingue, Tania crede che solo l’inglese e il portoghese abbiano il ritmo giusto per la sua musica, e le permettano la piena libertà di esprimere le sue idee. Ha sviluppato uno stile molto ritmato in cui la sua voce diventa un unicum con il pianoforte, fondendoli in una splendida sinergia di suono.
“Furono i miei studi classici a rivelare le mie capacità musicali, che furono arricchite dalla musica del mio paese, quella popolare brasiliana. Poi fu la volta del jazz, cui mi avvicinai con grande curiosità: tutto questo è ciò che ha influenzato il mio stile.”
 
Tania è nata in Brasile, e dall’età di 7 anni inizia a studiare il pianoforte. Si interessa subito sia alla musica popolare brasiliana che al jazz. Diventa leader all’età di 13 anni, quando la sua band di musicisti professionisti, organizzata dal padre, vince un primo premio locale ed inizia a suonare musica da ballo, nei club e alla radio. Il padre, metalmeccanico ma con grandi doti di cantante e chitarrista, l’aveva incoraggiata fin da piccolissima a studiare il pianoforte per farla suonare nelle sue jam session del fine settimana, offrendo così l’occasione a Tania di assorbire tutti i ritmi e le melodie di samba, jazz, pop e chorinho brasiliano. Fino ad allora, Tania non aveva mai suonato in nessun altro gruppo: così precocemente esposta dal padre all’ascolto e all’arte di Oscar Peterson, Bill Evans, Luiz Eca, Sarah Vaughan, Anita O’Day, Tom Jobim e Milton Nascimento, aveva sviluppato una sintesi tutta sua di ciò che ascoltava, uno stile effervescente di piano funky e una vocalità scattante, in arrangiamenti che fondevano i ritmi brasiliani e la salsa caraibica con le improvvisazioni tipiche del jazz americano. Da quel momento però, sarà sempre leader del suo gruppo. La sua famiglia era povera: le quattro sorelle, anche loro musicalmente dotate, seguono i prudenti consigli materni contrari a costruire una carriera sulle inclinazioni artistiche, e, dopo gli studi, diventano rispettivamente psicologa, dentista, ingegnere ed esperta di comunicazione. Anche Tania Maria studia due anni per una laurea in legge, si sposa e crea una famiglia, ma a dispetto di questo risponderà ad un richiamo che sembrava aver aspettato sin dalla nascita: nel 1971 registra il suo album d’esordio, Olha Quem Chega, e verso la metà degli anni ’70 decide di ritornare ai concerti, e a Sao Paulo, dove aveva cantato e studiato il pianoforte. La carriera di Tania ha una svolta quando viene invitata a Parigi per esibirsi per tre mesi in occasione dell’inaugurazione di un cabaret brasiliano. In Francia scopre una libertà cui non aveva mai avuto accesso come donna in Brasile, e decide di risiedere stabilmente in Francia. La libertà trovata ha un profondo effetto sulla sua musica, e gli anni parigini segnano l’inizio di un periodo di grande successo, culminato nella registrazione di Brazil With My Soul per l’etichetta francese Barclay (1978). In un concerto in Australia, la sua formidabile precisione musicale e il suo spirito libero catturano l’attenzione del chitarrista americano Charlie Byrd, che più tardi la presenterà a Carl Jefferson, capo della Concord Records. “Anche allora,” ricorda Byrd, “era personalissima nella musica: ero molto impressionato”. Il primo album americano di Tania Maria, Piquant, ha vinto il Golden Feather Award del grande critico di jazz Leonard Feather, che per l’occasione scrive di lei: “E’ oltre le categorie... un’originale vera, frizzante fin dal primo momento, ha una personalità tale sia come cantante sia come pianista che è molto difficile da analizzare solo con le parole”. Tania si trasferisce poi a New York, ed il sodalizio con la Concord Record diviene lungo e fruttuoso per la sua carriera: nel 1983 incide l’ormai classico Come With Me, che porta a Tania la fama mondiale: il brano che dà il titolo all’album è ormai un pezzo abitualmente suonato nei jazz e soul club di tutta Europa, Giappone e Nord America. Senza dubbio, la vera essenza di Tania Maria si esterna al meglio nelle performance dal vivo. Europe, CD di Tania del 1997, lo dimostra catturando tutta la sua spontaneità creativa e la sua abilità di improvvisare persino su canzoni note come “Funky Tambourine”. Registrato in Europa tra il 1991 e il 1993 con tre differenti gruppi di musicisti, tra i quali anche stelle come Steve Gadd, Anthony Jackson e Sammy Figuero, Europe ha una qualità del suono ‘in the raw’ (allo stato naturale), senza privilegi nell’editing o miglioramenti posteriori in studio. Si tratta semplicemente di registrazioni di Tania Maria nei suoi migliori concerti. Nonostante i sei anni di studi classici siano alla base della solida tecnica pianistica, le sue più alte performance vocali nascono naturalmente: “Sono brasiliana” dice “e cantare è la più grande tradizione che abbiamo!” Sebbene ben nota come cantante piena di ritmo, Tania però si identifica prima di tutto come pianista. “Ho suonato le percussioni sul mio piano” spiega, “piuttosto che dolci e morbide scale”. E spesso con la voce ritma all’unisono con le armonie o le note che scorrono dal suo tocco, sfrecciando veloce tra gli ostacoli obbligati delle parole. “La prima persona che ho sentito cantare così è stato un brasiliano, Sivuca, e lo faceva con la sua fisarmonica, esattamente come faceva George Benson con la sua chitarra. Così ho pensato: se loro lo fanno con i loro strumenti, perché io non posso farlo al pianoforte? Per me è così facile, in un certo senso è il mio marchio di fabbrica, e in qualche modo sentendolo sai che sta passando Tania Maria!” “Ci sono alcuni musicisti che utilizzano la musica per far conoscere i propri testi, perché il messaggio non è nella loro musica, ma nelle loro parole. Io non credo di essere quel tipo di persona, quando improvviso ho l’impressione che sto dicendo qualcosa: la musica mi conduce ad un preciso spazio e messaggio”. Stabilitasi a New York fin dagli anni’80, ma attualmente nuovamente residente a Parigi dal marzo 1997, questa straordinaria artista è conosciutissima per la sua forte interpretazione di musica brasiliana, afro-latina, pop e jazz-fusion, in uno stile che è unicamente suo. Tania ha suonato in tutti i più importanti jazz festival del mondo, e innumerevoli sono le apparizioni televisive e radiofoniche. Ha registrato 19 album, e nel 1985 è stata nominata per il Grammy Award nella categoria delle migliori cantanti jazz. Quando decide di dedicarsi ai concerti dal vivo, per tutti inclusa Tania la tournée è una gioiosa celebrazione “dei colori e dei differenti suoni della gente”; lei stessa dice: “Quando suono, ho la possibilità di essere veramente felice all’80%. L’altro 20%, sta al pubblico mettercelo!” Oggi Tania è entrata in un altro periodo particolarmente fertile, con un’intensa attività live con tournée in tutto il mondo, e discografica con l’etichetta New Note, per la quale ha inciso Viva Brazil (2000).
L’idea per Viva Brazil era quella di un sogno che diveniva realtà. E’ un bell’album che mi porta direttamente alle mie radici, alla mia infanzia, ai ritmi caldi e sudati che carezzano la mia anima, e indietro nel tempo ai musicisti brasiliani che mi hanno aiutato nell’esprimere questa fragranza musicale. Direi che questo album è un profumo composto da magiche essenze. ” Viva Brazil è, comunque, molto più di un tributo al Brasile; è un’affermazione personale, una riflessione su cosa significa essere Tania Maria: una musicista, donna, brasiliana.
“La sensazione di vivere un momento pieno di musica con me stessa, pieno di amore e di gioia, la sensazione di viaggiare con me stessa attraverso il Brasile, scoprendo il nord, la bellezza, l’essenza, la sua gente e la ricchezza di soul di una donna brasiliana che vorrebbe condividere questi miracoli con il mondo intero.”